9 giugno 2019 - 06:57
Usa, la politica estera schizofrenica di Trump

- Prima decide di sganciarsi dal fronte siriano, poi ci ripensa e manda in missione il segretario di Stato per affermare, da Baghdad, che l’America rafforzerà la sua presenza in Iraq e nel Golfo Persico.

(ABNA24.com) - Prima decide di sganciarsi dal fronte siriano, poi ci ripensa e manda in missione il segretario di Stato per affermare, da Baghdad, che l’America rafforzerà la sua presenza in Iraq e nel Golfo Persico.

Minaccia di assestare il colpo del k.o. al regime degli ayatollah, a colpi di sanzioni e di portaerei schierate nello Stretto di Hormuz, ma poi twitta messaggi di disponibilità a riprendere i negoziati con Teheran. Non basta. Apre alla Turchia sulla possibilità di creare una “zona di cuscinetto” (un protettorato ottomano in territorio siriano) salvo poi minacciare Erdogan: niente F-35 se acquisti il sistema missilistico russo S-400. E ancora: un giorno evoca una nuova Guerra fredda con la Russia di Vladimir Putin, salvo poi prospettare una Yalta 2.0 che ridisegni il volto del Grande Medio Oriente.

Pressato dal Congresso, deve alzare un po’ la voce nei confronti dell’Arabia Saudita per chiedere che venga fatta piena luce sul brutale assassinio del giornalista e dissidente saudita, Jamal Khashoggi (fatto a pezzi, letteralmente nel consolato saudita di Istanbul), salvo poi giurare eterna amicizia, con tanto di vendita miliardaria di armamenti, al Regno e all’erede al trono Mohammed bin Salman, che pure era stato chiamato pesantemente in causa dalla stessa Cia nell’affaire Khashoggi.
 
Non basta ancora? Aveva fatto della costruzione del Muro anti-migranti ai confini del Messico un punto di forza della sua campagna presidenziale. Ora, però, annuncia, via Twitter: “Sono lieto di informare che gli Stati Uniti hanno firmato un accordo col Messico. Le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa lunedì sono quindi sospese a tempo indeterminato”.

La domanda, inevitabile, è: c’è una logica nella politica estera di Donald Trump? Una logica che non può esaurirsi nella formula “America first”. Le uniche certezze sono che The Donald odia l’Europa, che il suo incubo maggiore è il Dragone cinese e che in Medio Oriente ha un amico da non tradire...




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